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Alimentazione, studio e performance accademiche: 5 consigli


Ragazza che studia e mangia
La dieta ed il comportamento alimentare influenzano anche la qualità dello studio.

Come può aiutarti la dieta nello studio?


Sono numerose le evidenze scientifiche che correlano una dieta di qualità (ovvero ricca di alimenti freschi come frutta, verdura, cereali integrali, povera di grassi saturi e zuccheri semplici) a delle performance accademiche migliori. Particolare attenzione da porre al primo pasto della giornata: risultati scolastici peggiori sono spesso associati ad una colazione assente o inadeguata


Un errore da evitare nelle giornate di studio intenso, è quello di consumare un pranzo che impegni eccessivamente la digestione. Ciò al fine di evitare la sensazione di sonnolenza pomeridiana che renderebbe difficoltoso lo studio.


Un altro sbaglio da non commettere è quello di mettere in atto restrizioni alimentari, pensando di dover compensare la sedentarietà obbligata dal dover stare seduti per molte ore. Il cervello necessita infatti di molta energia, in particolare di zuccheri, motivo per cui è importante non diminuire inutilmente la quota di carboidrati che dovrebbe essere presente ad ogni pasto. Inoltre, eventuali restrizioni ai pasti potrebbero facilmente risultare controproducenti: mangiare troppo poco ai pasti principali porterà probabilmente ad avvertire fame dopo poco tempo e scegliere snack spesso non molto salutari e facilitando l’insorgenza di fame nervosa.


Da sottolineare l’importanza di una giusta idratazione, per molte ragioni tra cui la prevenzione di sensazioni di spossatezza e mal di testa. E’ sconsigliato l’uso di bevande energetiche, in quanto responsabili di picchi e poi rapide discese di glicemia e adrenalina.


Infine, per quanto riguarda il caffè è raccomandabile limitarsi ad un massimo di 3-4 tazzine al giorno. Eccedere significa compromettere la qualità del sonno (anche se non te ne accorgi), innescando un circolo vizioso in cui necessiterai di sempre più caffè per compensare un sonno di qualità sempre più scarsa. Un riposo di buona qualità è infatti indispensabile per non compromettere le funzioni cognitive.




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