Angela Merkel: breve storia politica della Bismark del XXI secolo

Autore: #EdoardoLonghi

Angela Dorothea Kasner è una politica tedesca, dal 22 novembre 2005 Cancelliera federale della Germania.

È passata poco più di una settimana da quando Angela Merkel, probabilmente la donna più potente del mondo negli ultimi 20 anni, ha rivolto il suo ultimo discorso di fine anno al popolo tedesco:

Oggi è probabilmente l'ultima volta che mi rivolgo a voi come cancelliera nel discorso di Capodanno. Non credo di esagerare se dico che mai negli ultimi 15 anni abbiamo percepito con tale peso l'anno passato, e mai nonostante tutte le preoccupazioni e alcuni scetticismi abbiamo guardato con tanta speranza verso l'anno nuovo”.

Così la cancelliera ha salutato questo drammatico 2020 e ha inaugurato, commossa, il 2021. Ma chi è Angela Merkel? Come ha fatto la figlia di un pastore luterano della DDR a diventare la donna più importante d’Europa?



GLI INIZI NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA


Era il 18 marzo del 1990 quando Angela Merkel divenne un deputato della Volkskammer, la Camera del Popolo, il parlamento unicamerale dell’allora DDR (Deutsche Demokratische Republik, in italiano la Repubblica Democratica Tedesca). In quel giorno si svolsero le prime e uniche elezioni libere e multipartitiche della Germania Est: da una parte si aveva il Partito del Socialismo Democratico cioè i sopravvissuti della SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands), il partito unico comunista che aveva governato la DDR negli ultimi 44 anni, e dall’altra una grande coalizione formata dalle forze di centrodestra dell’Alleanza per la Germania e dal partito di centro-sinistra SPD, Sozialdemokratische Partei in der DDR, cioè la copia del Partito Socialista della Germania Ovest nelle nuova DDR. Trionfò la destra, con un programma che prevedeva un unico punto: la riunificazione delle due Germanie. La giovane Angela, all’epoca trentacinquenne e ricercatrice in chimica quantistica, guidava la nuova forza politica, cristiana e liberale, del Risveglio Democratico e da quel giorno lì divenne l’ultima portavoce dell’ultimo governo della Repubblica Democratica Tedesca. Pochi mesi dopo, una volta avvenuta la tanto agognata riunificazione delle due Germanie, Angela entrò per la prima volta anche nel Bundestag, come parlamentare del partito che aveva guidato la Germania Ovest dal dopoguerra: la CDU ovvero l’Unione Cristiano-Democratica di Germania. Da quel giorno iniziò la sua ascesa verso la Cancelleria della Repubblica Federale di Germania.

I primordi della carriera politica di Angela Merkel


LE ISTITUZIONI E LA POLITICA IN GERMANIA


La Repubblica Federale di Germania ha un sistema bicamerale imperfetto: la prima camera, il Bundestag, ha attualmente 630 deputati (il numero può variare da una elezione all'altra) che sono eletti dal popolo ogni 4 anni. Qui vengono proposte, elaborate, discusse e approvate (o no) tutte le leggi. Il Bundestag elegge il Cancelliere che a sua volta sceglie i ministri. La seconda camera, il Bundesrat, è invece una rappresentanza delle regioni (Länder). Questa camera ha solo 69 membri che non sono eletti direttamente dal popolo, ma delegati dai governi delle regioni e non ha poteri legislativi, ma deve essere coinvolta in tutti i casi in cui una legge proposta dalla prima camera tocca gli interessi regionali (che è così nella maggior parte dei casi) e quando una legge modifica la costituzione. Ogni Land ha un numero prestabilito di seggi che dipende dal numero di abitanti.


Per quanto riguarda il sistema elettorale tedesco è proporzionale, ma c'è anche un'importante elemento maggioritario che lo completa e integra. La scheda elettorale presenta due voti, la "Erststimme" (primo voto) e la "Zweitstimme" (secondo voto). Con il primo voto l'elettore vota per una persona, con il secondo vota per un partito. In realtà, il secondo voto è quello più importante perché con esso i cittadini decidono, in maniera proporzionale, le percentuali con cui i partiti saranno rappresentati nel prossimo parlamento. È presente una soglia di sbarramento del 5% per poter entrare in parlamento. Il primo voto rappresenta la quota maggioritaria: per ogni collegio cittadino viene eletto in parlamento il deputato che prende più voti in assoluto.

Una scheda elettorale delle elezioni politiche tedesche del 2005

Da quelle prime storiche elezioni della Germania riunificata nel 1990, sono 5 i principali partiti che si sono avvicendati nella scena politica tedesca:


  1. CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands): è il principale partito politico tedesco insieme al SPD. Fondato nel 1945, subito dopo la guerra, esso ha un orientamento cristiano-conservatore sulle tematiche sociali ed è liberale sul fronte economico, senza abbandonare le sue radici cristiano sociali in campo economico. È europeista e lo si può paragonare alla nostra ex Democrazia Cristiana e, in misura minore e con molti punti di differenza, a Forza Italia.

  2. SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands): è il secondo principale partito tedesco ed il più antico partito d’Europa esistente. L'SPD è composto principalmente da membri appartenenti a una delle due ali principali: i socialdemocratici keynesiani e i socialdemocratici della terza via. I primi continuano a difendere le politiche della sinistra classica e lo stato sociale mentre i secondi sono di orientamento liberale e riformista in economia e a favore di tutti i diritti civili. Il partito è molto simile al nostro Partito Democratico.

  3. DIE LINKE: in italiano si può letteralmente tradurre come la Sinistra, fondato nel 2007 dal vecchio PSD, il partito del socialismo democratico visto in precedenza, lo si può considerare come il partito che ha preso l’eredità della SED della Germania est. Il partito è fortemente socialista e anticapitalista, con diverse correnti interne che passano dal marxismo ortodosso all’eurocomunismo. In Italia non si trova un simile partito di riferimento, date le grandi dimensioni in Germania di Linke ma lo si può, più o meno, comparare con il nostro Partito della Rifondazione Comunista o Potere al Popolo.

  4. FDP (Freie Demokratische Partei): è il partito liberale tedesco e storicamente il terzo partito della Germania. Porta avanti le idee liberali sia in campo economico che in campo di diritti civili. In Italia lo si può comparare al nostro Più Europa o Italia Viva.

  5. Die Grüne e AfD (Alternative für Deutschland): Sono i due partiti emergenti negli ultimi anni. Il primo è il partito dei Verdi e rappresenta la formazione ambientalista più forte d'Europa. Il secondo, invece, è in una posizione diametralmente opposta e rappresenta il partito sovranista tedesco, con posizioni euroscettiche, nazionaliste e antimmigrazione. Nella politica italiana possiamo trovare la loro rappresentazione nella Federazione dei Verdi per i primi e in Fratelli di Italia per i secondi.


LA CARRIERA DELLA MERKEL


Torniamo alla carriera politica di Angela Merkel. Dopo la sua prima elezione nel Bundestag tra le file della CDU, assume un primo ruolo di rilievo nel quarto governo Helmut Kohl come Ministro delle Pari Opportunità e Gioventù per poi passare, 4 anni dopo, al Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza dei Reattori. Ma è solo nel 1998 che si ebbe la svolta per la carriera di Angela. Infatti, in quell’anno la CDU perde le elezioni e finisce all’opposizione per la prima volta dopo 16 anni e lei viene nominata come segretaria generale. L’anno seguente poi, un grave scandalo finanziario colpì le figure di punta del partito degli ultimi anni tra cui Kohl e Schaeuble (il suo successore) e il nuovo segretario colse l’occasione al volo: propose un grande piano di rinascita e ringiovanimento del partito, venendo eletta come nuovo presidente della CDU. Tuttavia, questo non bastò per convincere gli storici alleati dell’Unione Cristiano Sociale di Baviera a proporla come candidato unico sfidante alla cancelleria nel 2002 e le elezioni vennero di nuovo vinte dal SPD, con la Merkel che divenne leader dell’opposizione parlamentare. Da quel ruolo essa promosse politiche molto conservartici e liberali, come la deregolamentazione del mercato del lavoro, e fortemente filoamericane, come il sostegno pubblico alla guerra in Iraq. In un clima di forte scontro ideologico si arrivò finalmente alle elezioni del 18 settembre 2005. In questa sede, la grande spaccatura del paese si mostrò anche alle urne, con una differenza tra CDU/CSU e SPD di un solo punto percentuale. Né la coalizione SPD-Verdi né la CDU/CSU, insieme al loro partner di coalizione, il Partito Liberale Democratico, ottennero voti sufficienti per formare una maggioranza al Bundestag. Come risolvere il problema? Il problema venne risolto in un modo incomprensibile per noi italiani, abituati in politica a divisioni più che a compromessi: venne fatto un governo di larga intesa composto da CDU/CSU e SPD, la cosiddetta Große Koalition. Angela Merkel fu messa a capo e divenne la prima donna cancelliera della Germania. Il governo perseguì una politica di tagli sulla spesa pubblica senza però intaccare la protezione dei lavoratori. Dal punto di vista estero, la Germania mantenne forti legami con la Francia e con gli stati dell'Europa orientale, in particolare con la Russia, e sostenne la candidatura della Turchia per l'accesso all'Unione europea. Finalmente, nel 2009, la CDU trionfò alle elezioni e formò un governo di coalizione con l’FPD, il governo Merkel II. In quegli anni, la Germania si trovò a dover affrontare la grande recessione con la conseguente esplosione della disoccupazione. La Merkel e il suo governo istituirono un organo di vigilanza bancaria e parteciparono alla formazione del MES e al salvataggio della Grecia. Per la modalità con cui lei affrontò la crisi dell’euro, la Merkel raggiunse il picco della sua popolarità nel 2012 con un gradimento del 77%.

I risultati politici delle elezioni tedesche del 2005

Le successive elezioni del 2013 furono fortemente influenzate dalla crisi economica avvenuta due anni prima e per la seconda volta negli ultimi 10 anni fu necessario l’instaurazione di un nuovo governo di larghe intese che coinvolgesse sia CDU che SPD, nonostante il trionfo di Angela e della CDU con il record storico del 41,5% dei consensi. Questa tornata elettorale segnò anche la scomparsa dal parlamento dei liberali della FPD ed un trionfo di voti per la sinistra di LINKE e i VERDI che ottennero insieme quasi il 20%. Durante il governo, la Merkel riuscì a raggiungere ottimi traguardi sul fronte del lavoro, con l’introduzione di un salario minimo all’ora di 8.50 euro, su quello energetico, con l’eliminazione graduale entro il 2023 del nucleare, e con l’introduzione delle unioni civili per le coppie omosessuali. Dall’altro lato però ella dovette affrontare la crisi demografica e l’aumento dei costi pensionistici (durante il mandato della Merkel venne innalzata l’età pensionabile a 65 anni), la crisi dei migranti siriani e l’aumento del terrorismo islamico. Questi ultimi due temi in particolare furono la causa, come in buona parte d’Europa, di un grosso calo di consensi per il governo e per le forze tradizionali a vantaggio dei partiti populisti e sovranisti.


Per la Germania questo divenne palese con le ultime elezioni federali avvenute nel 2017 dove la CDU crollò al 30%, la SPD ottenne il risultato più basso dalla Seconda guerra mondiale mentre il vero trionfatore fu l’AfD che divenne terzo partito del paese con addirittura oltre il 15% dei voti. Per la prima volta nella Germania postbellica, un partito più a destra dei cristiano democratici entrava in parlamento. Data l’impossibilità di trovare una coalizione di maggioranza differente, dopo un mese e mezzo di colloqui e l’appello del presidente federale (la versione tedesca del Presidente della Repubblica) si giunse, per la seconda volta di fila, a una nuova grande coalizione guidata dalla Merkel. Il nuovo programma di governo si incentrava su una limitazione dell’immigrazione e su una conversione alla green economy, con una graduale eliminazione del carbone dal 2018.



IL RITIRO DALLA POLITICA


Il 29 ottobre 2018, dopo le pesanti sconfitte nelle elezioni locali di Baviera e Assia con perdite di oltre il 10%, la Merkel annunciò la sua intenzione a non candidarsi più come leader della CDU e quindi come futuro cancelliere dal 2021. Il suo addio alla politica arriva dopo 30 anni da quel lontano 1990 e 16 anni di governo ininterrotti. La cancelliera ci lascia dopo aver affrontato due delle più gravi crisi degli ultimi 100 anni: la crisi del debito sovrano e la pandemia globale da Covid-19.

Secondo voi, la cancelliera è riuscita a governare bene il suo paese, rispondendo, dunque alle crisi che hanno caratterizzato la Germania nell’ultimo ventennio, oppure no? Quali sono stati i suoi più grandi successi e i suoi errori?

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