Azioni sulle scarpe di Michael Jordan


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Murale raffigurante Michael Jordan

Forse alcuni ricorderanno quella volta in cui Michael Jordan, nell’estate del 1985, partecipò ad un’amichevole in Italia e con una schiacciata ruppe il tabellone del canestro. Evento tanto celebre tanto quanto lo divennero le scarpe da lui indossate in quella partita. Ebbene, forse molti meno sapranno che di quelle scarpe possono diventarne proprietari. Come?

Le Air Jordan 1 sono state vendute all’asta nel 2020 per 615.000$ agli investitori di Otis e rimesse in vendita con una modalità del tutto inedita. Otis è infatti una piattaforma nata nel 2018 che permette di effettuare investimenti alternativi acquistando e vendendo azioni di oggetti da collezione come sneakers, fumetti rari e altro ancora. Queste azioni possono essere comprate o al momento della loro prima emissione, tramite il lancio sulla loro piattaforma, o da altri utenti che hanno deciso di venderle. Come in ogni mercato azionario, il valore delle singole quote sarà poi soggetto ad oscillazioni: più persone vorranno acquistare le azioni di quell’oggetto rispetto a quante siano disposte a vendere, allora il loro valore salirà e viceversa.

Nel caso delle Air Jordan 1, indossate dall’atleta durante l’evento in Italia, ognuno può acquisirne una quota partendo dalla modica cifra di 10$ e divenire proprietario di una piccola parte. Questa strategia garantisce ai proprietari delle quote di beneficiare di un profitto qualora Otis vendesse ad un prezzo più elevato rispetto all'acquisto. I proprietari, infatti, riceverebbero un rendimento proporzionale al valore della vendita.

Non solo, ciò permette ad Otis di ricevere liquidità necessaria per acquistare altri pezzi da collezione da offrire al pubblico. Il fondatore e CEO di Otis, Michael Karnjanaprakorn afferma appunto: “We’re building the Stock Market of Culture”. La missione di Otis sembra perciò essere nobilissima: rendere la cultura pop accessibile e visibile a tutti, anche ai meno abbienti, e allo stesso tempo offrire la possibilità di ampliare il proprio portafoglio di investimenti.

E voi, investireste in questi oggetti soltanto per profitto o per sentirvi proprietari di un pezzo unico di cultura?

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