Crimini di guerra


Putin parla di fronte alla platea
Vladimir Putin

Dopo l’invasione in Ucraina e, in particolar modo, con il massacro di Bucha, risuona sempre di più l’espressione “crimini di guerra”, ma cosa sono precisamente?

Si tratta di violazioni punibili delle leggi del diritto bellico. La definizione corrente è contenuta nello Statuto di Roma del 1998, il trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale. Nell’art. 8 sono elencate le violazioni che costituiscono crimini di guerra, tra cui: l’omicidio volontario, la tortura, la deportazione, gli attacchi intenzionali contro edifici dedicati al culto, all'educazione, all'arte, alla scienza o a scopi umanitari, a monumenti storici, a ospedali, l’uccisione di ostaggi, l’utilizzo di armi non convenzionali, stupro di guerra e schiavitù sessuale.


La Corte Penale Internazionale è l’organo che si occupa di giudicare le persone accusate di crimini di guerra. Tra le sanzioni ci sono multe, confische di beni e pene detentive, tra cui l’ergastolo. Ha una competenza complementare a quella degli Stati e può operare solo laddove questi ultimi non possano o non vogliano punire i crimini di guerra. È necessario, però, capire gli aspetti più spinosi della giurisdizione della Corte. Innanzitutto, l’imputato non può essere processato in contumacia e deve essere presente fisicamente in aula e questo è uno degli aspetti che rende difficoltosa un’eventuale condanna di Putin.

In secondo luogo, la Corte agisce per i crimini di guerra commessi sul territorio di uno Stato parte, ma molti paesi non hanno aderito al trattato, tra cui l’Ucraina e la Russia. Quindi, come fa la Corte ad esercitare la propria giurisdizione se l’Ucraina non è parte dello Statuto?

Anche gli Stati che non sono parte possono accettare la competenza della Corte penale internazionale depositando un’apposita dichiarazione alla cancelleria: l’Ucraina l’ha depositata nel 2015 senza specificare un limite finale di tempo.


Dopo il massacro di Bucha, Michelle Bachelet, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha annunciato l’apertura di un’indagine insieme alla Corte penale internazionale proprio sul bagno di sangue avvenuto. I responsabili dei massacri pagheranno?

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