Gli italiani al voto




In vista delle prossime elezioni politiche si torna a parlare di Fiducia. Fiducia nel futuro, nella politica, nella ripresa economica, fiducia nel Governo. È questo il concetto che la nostra Costituzione utilizza per garantire la sopravvivenza di un esecutivo appoggiato Parlamento rappresentante del popolo.


Ma quante volte negli ultimi giorni un vostro amico, conoscente, parente vi ha detto di non sapere proprio chi votare?


Non riconoscersi in nessun partito, scegliere di affidarsi al ‘’meno peggio’’ rappresenta un fallimento per la democrazia; d’altronde in un Paese in cui le coalizioni politiche danno la stessa garanzia di affidabilità di un match su Tinder e i comizi elettorali assomigliano più ad uno show di stand up comedy, parlare di fiducia dei cittadini sembra un paradosso.

Sono soprattutto i giovani ad allontanarsi dalla politica: la disoccupazione giovanile, la fuga dei cervelli, un sistema scolastico che guarda al passato, la resistenza difronte alle leggi che proteggerebbero i diritti civili sono solo alcune delle annose richieste a cui ancora i politici, di qualsivoglia fazione, sembrano rimanere sordi.


A questo si aggiunge l’impossibilità concreta di recarsi alle urne per tutti i fuorisede che in Italia rappresentano circa 5 milioni di cittadini tra i 18 e i 35 anni. Non esiste infatti una legge che permetta di votare a distanza a chi studia o lavora lontano da casa: il diritto al voto diventa così un privilegio che possono concedersi quei pochi che ne possono sopportare i costi.

Nel lontano 2008 è stato costituito un comitato civico per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e nel 2018 ci ha provato il Movimento 5 Stelle con una proposta di legge che si è arenata dopo poco.

Nel maggio 2021, la Commissione Affari costituzionali della Camera ha iniziato l’esame di altre cinque proposte di legge sullo stesso tema, ma per ora nulla di fatto e la speranza che il progetto si concretizzi entro settembre sembra sfumare.


Partecipare alla vita politica del nostro Paese soprattutto per i giovani è un diritto e un dovere di cittadinanza, ma con chi prendersela quando il prezzo da pagare, morale ed economico, è troppo alto?


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