Il dolore sessuale non è nella tua testa!



Autore: #FrancescaMangini


Il dolore sessuale femminile è un sintomo sempre più accusato da pazienti di tutte le età, che si ripercuote negativamente non solo sul loro benessere psicofisico, ma anche sulla vita sessuale di coppia. In alcuni casi, per ricevere una diagnosi corretta, passano anni; da un lato le donne non trovano il coraggio di parlare del loro dolore, dall’altro i medici, non adeguatamente formati dicono alle pazienti che il problema è solo nella loro mente. Questa diagnosi fittizia fa sentire responsabile la donna del proprio dolore ed alimenta il suo senso di colpa per la difficoltà nel non riuscire ad avere rapporti sessuali. Da qualche anno, infatti, circola su Twitter l’hashtag: #ItsNotInYourHead (non è nella tua testa), creato dall’Università della British Columbia proprio per sfatare questo falso mito. Il dolore sessuale ha, infatti, origini scientifiche ben precise.

Quali sono i disturbi sessuali più comuni in cui si prova dolore?

La dispareunia, dal greco ‘δυσπάρευνος’ «che ha infelice connubio», è un dolore persistente o ricorrente, che si presenta durante un rapporto sessuale completo o durante tentativi di penetrazione. Ne soffre il 15% delle donne in età fertile ed il 45,3% di quelle in post-menopausa. Si manifesta principalmente con un forte bruciore vestibolare durante il rapporto o successivamente (immaginando la vagina come un orologio, il bruciore si sviluppa a ore 5 e a ore 7). È fondamentale che la paziente denunci tempestivamente al proprio ginecologo il sintomo provocato dal coito perché a lungo andare potrebbe diventare continuo e spontaneo e non più causato da un insulto (il rapporto sessuale in questo caso). Le cause di dispareunia sono biologiche (malattie infettive o infiammatorie, ecc..), psicosessuali (disturbi d’ansia e depressione, un’educazione che colpevolizza la sessualità, abusi sessuali subiti) e relazionali (preliminari inadeguati, mancanza di intimità emotiva, compatibilità anatomica e conflitti nella coppia).

Il vaginismo è una persistente difficoltà della donna ad introdurre nella propria vagina, il pene, il dito o un oggetto, nonostante il desiderio di farlo. È un disturbo caratterizzato da un ipertono dei muscoli che circondano la vagina (in particolare il muscolo elevatore dell’ano) associato a vari gradi di fobia del rapporto sessuale. A seconda della severità delle due componenti è possibile classificare il vaginismo in quattro gradi: nei primi tre, la penetrazione è possibile nonostante sia molto difficoltosa e provochi dolore; nell’ultimo invece, la penetrazione è impossibile, tanto che le pazienti paragonano la vagina ad un muro, per l’appunto impenetrabile! Questo disturbo colpisce lo 0.5-1% delle donne in età fertile e rappresenta il 15-17% della popolazione trattata per dolore coitale; è causa inoltre, del 5-7% di ‘coppie sterili’ che non riescono ad avere figli proprio a causa della mancata consumazione del rapporto sessuale (un tempo chiamati ‘matrimoni bianchi’).



La vulvodinia: l’inferno vulvare che affligge 1 donna su 7.


È un dolore che persiste per più di tre mesi, con possibili comorbilità a carico di vescica (es: cistiti post-coitali), intestino e apparato muscolo-scheletrico. Può interessare la vulva in maniera generalizzata o solo il vestibolo (“la porta d’ingresso” vaginale) e in quest’ultimo caso viene definita vestibolite vulvare o vestibolodinia provocata. Questa riveste un ruolo di primaria importanza nella trattazione del dolore sessuale, non solo perché è la causa principale dell’infelice connubio, ma anche perché la sua esistenza è ancora ignorata da molti medici, nonostante l’importante incidenza sulla popolazione femminile. È una patologia multifattoriale e multisistemica, dalla patogenesi estremamente complicata; può essere spontanea o provocata da un rapporto sessuale, da indumenti troppo stretti, da un tessuto particolarmente irritante della biancheria intima o dal contatto con l’acqua.

Le donne descrivono il dolore come una sensazione di aghi o tagli nella vagina, possono avvertire anche un forte bruciore o prurito. ‘ È come se avessi un fuoco’ è una delle tante frasi che le donne dicono per rendere al meglio l’idea del loro dolore.


Soccombere in silenzio o affrontare il problema parlando con il giusto ginecologo? Molte donne vivono la sessualità ancora come un tabù, spesso frutto di un’educazione rigida o per credenza religiosa; si chiudono in loro stesse preferendo soffrire in silenzio, alimentando ancora di più la vergogna che si cela dietro questo argomento tanto ‘delicato’. Il segreto per trovare il coraggio di parlare del proprio disagio a un ginecologo competente è ricordarsi che non si è sole al mondo, ma milioni di altre ragazze e donne si trovano nella medesima situazione! Inoltre, si può anche guarire dal dolore sessuale seguendo una corretta terapia e addirittura si può prevenire, facendo attenzione ai ‘campanelli d’allarme’ che precedono i primi rapporti sessuali, come la difficoltà nell’indossare assorbenti interni associata nel 60% dei casi a stitichezza. Non esitate dunque, se vi siete riconosciute in quanto detto precedentemente, a rivolgervi ad un medico!



Abbandonate dal SSN, cambieranno le cose in futuro? Ogni paziente necessita di una cura specifica e personalizzata a seconda della patologia. La terapia della vulvodinia, per esempio, è caratterizzata da farmaci contro il dolore, farmaci per rilassare i muscoli pelvici, antifungini, antinfiammatori, integratori, creme ad uso topico, probiotici, sedute psicoterapeutiche alcune volte e sedute fisioterapiche, in cui si possono praticare massaggi miorilassanti e terapia del calore. Al momento, la cura è per lo più a carico delle pazienti, consentendo così la guarigione solo a chi può permettersi di sostenerne i costi. La speranza futura è che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si faccia carico delle innumerevoli donne afflitte da patologie da dolore sessuale e che la conoscenza dell’esistenza di queste malattie venga diffusa il più possibile al fine di scardinare il muro della vergogna e dell’ignoranza che costringe troppe donne ad un’inutile sofferenza.


- Per approfondire questi argomenti vi consiglio di visitare il sito della fondazione Graziottin - Per sentire la testimonianza di alcune donne vi consiglio di guardare questo video delle iene su Youtube - Per leggere altri articoli di medicina riguardanti problematiche femminili ve ne consiglio uno molto approfondito sullo studio del tumore al seno.



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