Il lungo processo penale in Italia, arriva la riforma!


La ministra della giustizia Marta Cartabia
La ministra della giustizia Marta Cartabia

La riforma della giustizia firmata dalla neoministra Marta Cartabia si fa portavoce di un cambiamento all’interno della macchina giudiziaria italiana proponendo di snellire l’iter processuale che conduce all’accertamento della colpevolezza.


Il testo presentato in Parlamento si compone di due blocchi: l’art.1, con cui si attribuiscono al Governo varie deleghe e l’impegno di attuarle entro un anno dall’entrata in vigore della legge; l’art.2 contenete una serie di prescrizioni immediatamente precettive che introducono modifiche ai codici penale e di procedura penale. Per perseguire l’ambizioso obiettivo di ridurre del 25% entro i prossimi cinque anni i tempi dei processi in Italia, vengono toccati temi caldi e da tempo oggetto di discussioni: dalla prescrizione, all’importanza dei filtri deflattivi, dalla funzione rieducativa della pena al ruolo del carcere nell’ordinamento penitenziario, ferma restando l’esigenza di sveltire i procedimenti in primo grado, in sede di appello e fino in Cassazione. Tra le sfide più significative c’è quella di fissare un limite massimo di due anni di durata del processo in secondo grado, contro la media attuale di 850 giorni a fronte dello standard europeo di soli 104 giorni.


Lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado, introdotto nel gennaio 2020 dall’ ex ministro Bonafede, non viene investito dalla riforma Cartabia, ma si mira a sfoltire il sistema sanzionatorio dando ampio spazio alle misure alternative alla detenzione e valorizzando il significato di giustizia riparativa; si punta, inoltre, ad incentivare l’uso dei riti speciali, ad ampliare la non punibilità per i fatti di lieve entità e ad investire nella formazione del personale di polizia penitenziaria, affinché la pena sia effettivamente volta al recupero ed al reinserimento sociale del detenuto.


La riforma ha già ottenuto la fiducia della Camera e passerà al vaglio dei Senatori, in caso di approvazione è previsto che entrerà in vigore gradualmente e che fino al dicembre 2024 i tempi processuali continueranno ad essere più estesi: ciò per consentire agli uffici giudiziari di gestire adeguatamente le novità apportate.

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