Influencer e musei: guida alla sopravvivenza


Credits: Dim 7, People in front of true Art

Vuoi spaventare uno storico dell’arte? Pronuncia le parole “social media strategy” e guardalo correre. Ecco perché, a un anno dalla apparizione di Chiara Ferragni in un post degli Uffizi, siamo ancora qui a parlarne.


La social media strategy è la programmazione del proprio essere sui social.

L’Ufficio Comunicazione deve capire come essere online. Tra gli strumenti a disposizione, l’Influencer Marketing prevede che una personalità online si faccia testimonial dell’istituzione. E la scelta dell’influencer deve essere ragionata.

L’affaire Ferragni sciocca perché Ferragni era agli Uffizi per tutt’altra questione (un servizio fotografico per Vogue Hong Kong). L’Ufficio Comunicazione e il direttore hanno colto l’occasione di scattare alcune foto per le Stories e un post.


L’errore? Non contestualizzare l’evento, cioè l’assenza di una social media strategy. L’arrivo di Ferragni sembra un’improvvisazione, che è sembrata insincera – al di là della descrizione, da alcuni considerata infelice, che paragona Ferragni e Venere: il payoff degli uffizi resta pur sempre “Il Rinascimento. Oggi”.

Ma un “museo partecipato” è possibile: anche grazie ai social media. Vuoi sapere come?


Trovi l’articolo competo sul sito di caffe michelangiolo



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