L’assassinio di Via D'Amelio: per non dimenticare


I due magistrati
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone

29 anni fa si consumava uno dei tanti attentati della mafia (e, forse, non solo, come indagini recenti suggeriscono) ai danni degli “uomini dello Stato”. In via d’Amelio, il 19 luglio 1992 veniva assassinato Paolo Borsellino insieme con 5 agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il metodo utilizzato è stato lo stesso impiegato per assassinare il collega Giovanni Falcone il 23 maggio dello stesso anno: tritolo. Stavolta, però, ne era imbottita con 90 kg una Fiat 126 parcheggiata sotto l’abitazione della madre e della sorella del magistrato, il quale si era recato a far loro visita.


Le indagini svolte rivelarono subito che la scorta aveva già chiesto alle autorità locali di vietare il parcheggio in via d’Amelio, troppo stretta e pericolosa in caso di attentati: richieste che rimasero inascoltate.

Tuttavia, uno dei più grandi misteri della strage di via d’Amelio riguarda la sparizione dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, dove il magistrato avrebbe annotato filoni di indagini, secondo alcuni, da tenere nascosti.

Molte furono le teorie e anche le indagini, le richieste di rinvio a giudizio e le archiviazioni, tra cui figurano mafiosi, imprenditori, uomini dello Stato: Cancemi, dell’Utri, Berlusconi, Contrada, Arcangeli.

Così come molteplici furono i processi: Borsellino uno, bis, ter e quater.


L’ultimo ha portato alla conferma della condanna in Corte d’assise d’appello dei collaboratori Spatuzza e Tranchina per il ruolo avuto nella strage e di Candura per calunnia.


Nel luglio 2018 a Caltanissetta la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dei 3 appartenenti alle forze di polizia per depistaggio delle indagini: il processo è iniziato il 5 novembre 2018 e risulta ancora in corso nel marzo 2021.

A distanza di quasi 30 anni dall’assassinio di Paolo Borsellino, ancora non è stata fatta chiarezza sui mandanti di quella come di molte altre stragi e uccisioni di donne e uomini dello Stato. L’ombra spaventosa di una trattativa Stato-Mafia, secondo la definizione usata dalla Corte d’Assise di Firenze del 2012, continua ad avvolgere e a permanere sulle stragi di quel periodo.

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