L'ergastolo o carcere a vita: siamo proprio sicuri?

Autore: #AndreaGhiro



Quante volte abbiamo sentito parlare di ergastolo? Ogni volta che apprendiamo di omicidi efferati è assai comune che seguano commenti di soggetti che, a furor di popolo, invocano a gran voce di rinchiudere in galera il colpevole e ‘gettare via la chiave’. Ma siamo davvero sicuri che accada questo?

Secondo il nostro codice penale le pene detentive sono l’arresto, la reclusione e l’ergastolo. Il primo può essere conseguenza di una contravvenzione e va dai 5 giorni ai 3 anni; la seconda viene comminata a seguito di un delitto e va dai 15 giorni ai 24 anni; l’ultimo, infine, sempre conseguenza di un delitto, è definito come ‘pena perpetua’. Così parla il codice Rocco del 1930: ma è ancora così?

Le riforme sono state molteplici, tanto che la pena di morte – originariamente prevista dal nostro codice penale – è stata abrogata, mentre l’arresto e la reclusione rimangono tali e quali. Sull’ergastolo, però, dobbiamo precisare alcuni punti.

Innanzitutto l’art. 27 della nostra Costituzione, che impone una finalità rieducativa della pena e, di conseguenza, un reinserimento sociale del reo, ha fatto emergere un contrasto tra le finalità costituzionali della pena e l’ergastolo.

Inoltre, esistono due tipi di ergastolo, uno c.d. ‘normale’ o ‘semplice’ e l’altro ostativo:

• Il primo consente di accedere a benefici premiali di buona condotta (uno sconto di pena di 45 gg ogni 6 mesi), a permessi premio dopo 10 anni di carcere, nonché alla libertà condizionale dopo 26 anni (21 con buona condotta).

• Il secondo è quello veramente ‘perpetuo’, in quanto esclude il reo da ogni tipo di ‘premio’ e si applica a reati e.g. di mafia e terrorismo. Anche se, a riguardo, la Corte EDU nel 2019 ha condannato l’Italia proprio per questa previsione di ‘pena perpetua’.


Ecco che l’ergastolo invocato non è una pena perpetua, bensì consente di accedere a lavori socialmente utili, permessi di libera uscita nonché libertà condizionale. Sull’ergastolo ostativo, invece, a causa della recente sentenza della CEDU è ancora tutto in divenire. E tu lo sapevi? Esisterà ancora in Italia un ergastolo ostativo ‘perpetuo’?


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