La Pecking Order Theory e le scelte di finanziamento delle imprese


La Pecking Order Theory e le scelte di finanziamento delle imprese
In che modo le imprese decidono come finanziarsi

La struttura finanziaria delle imprese, ossia la quantità di capitale proprio e debito che le stesse scelgono di impiegare per finanziare le proprie attività, è stata ed è ancora oggi oggetto di numerose riflessioni in dottrina.


Tra le principali teorie elaborate spicca certamente la “Pecking Order Theory”, la teoria dell’ordine di scelta. Questa affonda le sue radici nell’asimmetria informativa presente tra management e mercato, e assume che chi gestisce l’azienda disponga di informazioni migliori sulle prospettive di investimento della stessa.


Semplicisticamente, secondo la Pecking Order, l’impresa si comporterebbe come segue: in presenza di investimenti potenzialmente molto profittevoli, deciderà di finanziarsi con debito, in modo da ripagare un ammontare prefissato ai creditori e godere di tutto il rendimento in eccesso generato; in presenza di investimenti non troppo convincenti, invece, l’impresa preferirà finanziarli emettendo nuovo capitale proprio, ossia accogliendo all’interno dell’azionariato nuovi membri con cui condividere le eventuali perdite. Gli investitori, replicando lo stesso ragionamento, penalizzeranno le emissioni di capitale sottovalutandole, e ciò si ripercuoterà negativamente sul valore dell’azienda.


In sintesi, le scelte di finanziamento delle imprese vengono interpretate dal mercato come un segnale di qualità delle loro prospettive future, e le imprese, per sfuggire a tali meccanismi, sceglieranno in ordine le seguenti fonti di finanziamento: 1. Autofinanziamento, il quale non è soggetto ad alcun tipo di asimmetria informativa; 2. Debito; 3. Capitale proprio, soltanto nel momento in cui non sia più conveniente utilizzare altro debito.


L’evidenza empirica si mostra spesso a sostegno di tale teoria, con l’aumento dei livelli di debito giudicato tendenzialmente in maniera positiva da parte dei mercati e gli aumenti di capitale non sempre ben accolti.


E tu come credi sia possibile aggirare questo meccanismo?

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