La via della seta tra ieri e oggi


La via della seta tra ieri e oggi

Autore: #SaraCappelletti

Fin dall'antichità, esisteva un reticolo di strade, vie marittime e itinerari fluviali lungo il quale si snodavano i commerci tra l'Asia orientale e il Mediterraneo, attraverso l'Asia centrale e il Medio Oriente.

Il primo a dare un nome a questo intreccio di percorsi carovanieri e rotte commerciali è stato il geografo tedesco Ferdinand von Richthofen, nel 1877. Nell'introduzione alla sua opera Tagebucher aus China, parla infatti di una Seidenstraße: la "Via della Seta".

Perché questo nome? In memoria del fatto che l’Impero romano, nel corso del I secolo a.C., era diventato il maggiore importatore di seta dalla Cina, sfruttando proprio quei percorsi commerciali. Da Oriente a Occidente, e viceversa, la seta e beni d'ogni genere correvano da un luogo all'altro, insieme alle idee e alle culture che commercianti e viaggiatori portavano con sé.

Nel 2013, il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato il progetto di una nuova Via della Seta: la Belt and Road Initiative (BRI). L'obiettivo non è solo quello di migliorare le reti di trasporto via terra e via mare; l’aumento della connettività va di pari passo con la creazione di zone economiche speciali, investimenti nel settore energetico e la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali. In questo modo, la Cina mira a un miglioramento della sua sfera d'influenza politica, finanziaria e culturale.

E voi cosa ne pensate? Quali saranno le conseguenze che produrrà la nuova Via della Seta da un punto di vista degli equilibri geopolitici mondiali?


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