La voracità dei mass-media


Qualche mese fa, nel post partita di Empoli-Fiorentina, si é consumato un vergognoso atto di molestia in diretta tv ai danni di una giornalista di una rete locale.


Nei giorni intorno all’accaduto, sono uscite in merito decine di dichiarazioni, come, ad esempio, quelle della moglie dell’uomo accusato, che dichiarato il marito innocente in quanto lei “non é gelosa” (e quindi?), o le parole del colpevole del fattaccio stesso che si é “giustificato” chiedendo di essere capito in quanto padre di una figlia, senza rendersi conto di quanto ciò in realtà aggravasse la sua situazione.


Chiunque di voi avrà visto le immagini, letto articoli, editoriali e trafiletti vari sulla vicenda, con tutti gli aggiornamenti del caso, quasi minuto per minuto da parte di testate giornalistiche, blogger e influencer vari.


Greta Beccaglia, giornalista sportiva per Toscana TV, vittima di molestia.

Lo scorso 15 agosto, il ministro dell’interno afghano ha annunciato l’imminente ingresso a Kabul dei talebani, pronti a riprendersi il controllo del paese dopo vent’anni di guerra (più o meno) continua contro gli USA e più in generale contro qualsiasi cosa che sappia vagamente di modernità. Il giorno successivo il presidente Biden ha annunciato il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan e la conseguente fine della guerra che ha riconsegnato ufficialmente il potere in mano ai talebani.


In quei giorni siamo stati riempiti di notizie, aggiornamenti, discussioni sul futuro del paese e delle conseguenze che il popolo afghano (specialmente le donne) avrebbe subito con questo rientro. I nostri occhi si sono riempiti di immagini drammatiche, con madri che letteralmente lanciano i propri figli a soldati americani, nella speranza che questi possano dare loro una vita migliore, e persone attaccarsi in maniera disperata alle ruote degli aerei in partenza verso l’Occidente.

Certamente non i migliori rappresentanti dell'Illuminismo

Lo scorso 8 dicembre, dopo 22 mesi di prigionia é stato finalmente liberato Patrick Zaki, studente dell’Università di Bologna, accusato dall’Egitto di essere una minaccia alla sicurezza nazionale. Nel corso dei mesi di detenzione, memori della tremenda vicenda Regeni e di tutte le analogie del caso, spesso siamo rimasti con il fiato sospeso in attesa spasmodica di conoscere notizie sulle condizioni del giovane studente.

Forse l'immagine più bella e dolce del 2021. #FreeZaki

Ora direte: cosa diavolo hanno in comune queste tre cose così incredibilmente lontane tra loro? La voracità con cui i mass media (tutti, non solo le televisioni) hanno letteralmente divorato la notizia.


Tutti questi avvenimenti hanno avuto un’incredibile portata mediatica nell’immediato, chiunque ha conosciuto i fatti, si é fatto la propria idea e magari l’ha pure esposta; nel giro di pochissimi giorni, infatti, abbiamo letto migliaia di messaggi di vicinanza alla giornalista, stories in cui si imploravano le persone di aiutare in qualsiasi modo il popolo afghano, immagini di sostegno a Zaki.

Ma tutto ciò é poi scomparso qualche giorno più tardi, quando la notizia era già stata completamente svuotata dai mass-media.


Che ne é adesso della giornalista e dei colleghi che lavoravano con lei?

Il popolo afghano vive ancora sotto un regime dittatoriale o i talebani, nel frattempo, si sono resi conto di vivere nel ventunesimo secolo?

E di Zaki invece? Tranquilli, a breve ci sarà una nuova audizione del suo processo e vedrete che li, quando la notizia tornerà ad essere nuovamente “consumabile”, avremo novità a riguardo.


Ma perché questo accade?

Perché alla macchina dell’informazione interessa divorare la notizia, sbranarla in mille pezzi e digerirla immediatamente, senza neppure masticarla.

Il tutto per un pugno di click, like, interazione o qualsiasi altra quisquilia che permetta alle testate giornalistiche di restare in piedi in un mondo sempre più caotico e che non ha tempo di fermarsi a leggere in maniera approfondita.

Così facendo però si tende a voler fare incetta di notizie nel brevissimo periodo, lasciandole però cadere nel dimenticatoio una volta esaurito di significato il contenuto.


Viviamo in un mondo che va sempre più di fretta e la verità è che, in fondo, “tutta sta fretta ce l’ha messa il capitalismo, e infatti poi c’ha dato le pagine Instagram che danno le notizie pe sta al passo”

Semicit.

Occhio che l'armadillo lo vede che vi informate solo con i post di Factanza e di Will

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