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Le Olimpiadi Invernali senza neve


Il logo di Pechino 2022 "coperto" da un lembo sottile di neve artificiale
Insolita vista di un'Olimpiade invernale

Il 20 febbraio si sono chiusi ufficialmente i XXIV Giochi Olimpici invernali, le Olimpiadi di Pechino 2022, che sono passate alla storia anche per due particolari primati: la popolosa capitale della Cina è infatti la prima città al mondo a ospitare sia i giochi invernali che quelli estivi; inoltre si tratta delle prime Olimpiadi invernali con quasi il 100% della neve artificiale.


Per coprire di “neve” gli 800mila metri quadrati di superficie delle aree destinate alle discipline sportive, la Cina ha dovuto sprecare oltre 180 milioni di litri d'acqua, per un costo di circa 80 milioni di Euro. Una quantità enorme di acqua, se considerato che Pechino è una delle metropoli più assetate del pianeta. La scarsità di acqua nel sottosuolo determina che nella metropoli vi sono meno di 190 metri cubi d'acqua all'anno per ciascuno dei suoi 24 milioni di cittadini. Un numero inferiore al 20% della soglia di sicurezza stabilità dall'ONU. Pechino ha ribattuto che l'acqua sprecata per la neve artificiale è solo il 2% di quella del suo fabbisogno.


A Yanqing, dove si erge il centro sciistico, mediamente cadono in un anno soltanto 21 centimetri di neve, ma per poter permettere di svolgere le gare sono stati usati 1,2 milioni di metri cubi di neve artificiale. Per cospargere di neve e/o ghiaccio in tutti gli impianti. Gli organizzatori hanno dovuto installare lungo i percorsi centinaia di dispositivi, tutti particolarmente esigenti in termini energetici, come torri di raffreddamento dell'acqua, generatori di neve e cannoni. La neve artificiale ha complicato non poco la vita dei partecipanti: essendo più ghiacciata e scivolosa di quella naturale, aumentando il rischio di cadute pericolose per gli atleti, non solo direttamente sulla pista, ma anche al di fuori di essa, dove non era possibile attutire i colpi con un manto di neve, ma fanghiglia e rocce.


Sembra inevitabile che dovremo abituarci a ciò: dato il cambiamento climatico, si stima che, soltanto una città su ventuno possa riospitare le Olimpiadi Invernali.


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