Pinocchio è davvero un libro per bambini?


La realtà dietro il romanzo
La realtà dietro il romanzo

Il 7 luglio del 1881 veniva pubblicata per la prima volta l’edizione completa del Pinocchio di Carlo Collodi. Fino a quel momento aveva visto la luce solo a puntate su un quotidiano per ragazzi. Entrato a far parte dell’infanzia delle successive generazioni, il romanzo in realtà nasconde un lato destinato interamente al mondo degli adulti.


Il libro, passato tra le mani di migliaia di genitori e bambini, è considerato il più letto al mondo, dopo Bibbia e Corano. Nonostante la sua costruzione di fiaba e i numerosi personaggi fantasiosi, Pinocchio rappresenta forse uno dei migliori romanzi di formazione per adulti, a partire dalla storia del protagonista.


Pinocchio, per tutta la trama, vive all'insegna della spensieratezza, dell’ebbrezza. Lo stesso movimento emozionale accade nella vita dell’uomo quotidianamente, che vive di questa contraddizione profonda tra la responsabilità, che per Pinocchio è rappresentata dall’abbecedario e dal papà Geppetto, e la necessità di uscire dagli schemi, come fa il burattino nel Paese dei Balocchi.


La storia si intreccia poi con numerosi personaggi, caratterizzati da un'incredibile complessità psicologica. Collodi crea un vero e proprio universo psicoanalitico: c’è la coscienza del Grillo Parlante, il personaggio rassicurante della Fata, l’avidità del Gatto e la Volpe, la sregolatezza di Lucignolo. Ma la complessità maggiore è creata nel personaggio di Mangiafuoco: crudele e spietato, si serve dei ragazzi in fuga dalla normalità per il suo scopo di guadagno. Ma la furia viene interrotta dal moto di compassione, a significare che l’animo umano vive sempre di una continua polarizzazione tra bene e male.


Ciò che rende il Pinocchio di Collodi un romanzo indirizzato più agli adulti che ai bambini è dovuto al fatto che tutto ciò che di infantile si legge nelle pagine ha in realtà un risvolto molto più complesso rispetto alla narrativa per ragazzi. Basti pensare alle avventure del protagonista: non giochi infantili o attività tra bambini ma veri e propri approcci con il mondo reale. Quelli di Pinocchio sono giochi di metamorfosi, di trasformazione e maturazione, di scontro con la realtà. E questo fa del romanzo una delle opere più complete della narrativa italiana, ben più caratterizzato di un semplice libro per ragazzi.


A conferma di questo, il finale della fiaba. La storia non finisce quando il burattino assume le sembianze di bambino ma quando, per portarlo in salvo, Pinocchio si carica il padre sulle spalle: è la metafora dello scontro della vita con le responsabilità, con la consapevolezza delle scelte. Ed è proprio questo che rende la storia di un burattino e del suo burattinaio una delle più universalmente valide.


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