Quando ritorna l’istinto animale

Autore: #CamillaDalessandro



Nonostante alcune proposte, il mobbing ancora non ha una definizione dal punto di vista normativo, quindi impossibile è parlare di reato. La parola mobbing (da “to mob”: circondare) venne utilizzata per la prima volta negli anni ’70 dagli studiosi del comportamento animale per descrivere la condotta di alcune specie che usano accerchiare un loro simile per poi assalirlo. L’uomo non ha una condotta così distante quando si parla di situazioni lavorative ove si innescano meccanismi complessi, acuiti dall’assillante incubo della disoccupazione.


Secondo la giurisprudenza il mobbing va inteso come una serie di atti vessatori, protratti nel tempo ai danni del lavoratore, posti in essere non solo da parte del datore di lavoro (mobbing verticale o bossing) ma anche da colleghi o soggetti di pari grado (mobbing orizzontale). Tale condotta può sostanziarsi in forme di persecuzione psicologica o umiliazione allo scopo di emarginare e mortificare la vittima. Essa si trova quindi di fronte ad un bivio: lasciar perdere tentando di mantenere il posto di lavoro oppure far valere i propri dirit