Separarsi restando uniti


Sciogliere per trasformare

È un dato di realtà che i legami non abbiano più la solidità e la stabilità di un tempo, che i matrimoni siano in crisi e che spesso, nell’immaginario comune, si pensi che due firme siano sufficienti a voltare pagina. Prima di tutto è necessario quindi riconoscere un dolore, un dolore profondo che non solo concerne la fine di un legame coniugale, ma riguarda generazioni differenti, storie che in quel matrimonio si erano intrecciate, che avevano investito speranze, aspettative, progetti.


La relazione coniugale appartiene al registro dei legami eterni, ovvero quei legami che non possono essere cancellati o annullati nel corso del tempo perché appartenenti alla mente relazionale. Purtroppo accade spesso che la scelta di separarsi si ponga come via di fuga da un dolore che si vorrebbe superare senza passarci attraverso, un mezzo per sancire la fine di un rapporto non più tollerabile eliminando l’esistenza dell’altro. Nel film Tutto su mia madre di Pedro Almodóvar (1999), la protagonista, Manuela, strappa da tutte le foto che aveva l’immagine del suo compagno, Esteban, transessuale che cambia nome in Lola, nel tentativo di dimenticarne e negarne la presenza nella vita sua e di suo figlio.


Questo strappar via è ciò che accade frequentemente nei casi di separazione e divorzio, ma il problema è che nella realtà non è poi così facile: l’altro non si cancella, non può esser tagliato via come in una fotografia. Per andare realmente oltre è necessario farsi carico della sofferenza ed assumersene la responsabilità, non soltanto in termini individuali, ma anche interpersonali e generazionali: come dice Vittorio Cigoli, si tratta di “decidere, cioè il tagliar via qualcosa in nome di qualche bene ulteriore possibile”, dove per tagliar via non si intende il negare la presenza dell’altro, quanto la possibilità di sciogliere un legame per trasformarlo in qualcosa di nuovo.


Chiaramente questo richiede un tempo perché c’è un dolore che necessita di essere visto, accolto, ascoltato per poi però aprirsi alla possibilità di rilanciare, rimettendo in circolo la speranza all’interno di quei legami che non sono spariti, ma ‘soltanto’ trasformati.


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