Un tiro speciale

Autore: #AntonioCassarà



São Paulo, 12 giugno 2014. Juliano Pinto, giovane ragazzo brasiliano paraplegico a causa di un incidente stradale, si appresta a calciare un pallone sotto gli occhi di milioni di spettatori, durante la cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio del 2014. Ma il suo non è un tiro qualunque, perché Juliano in quel momento indossa un “esoscheletro”, ovvero un’apparecchiatura robotica che lo assiste nel compiere un movimento, comandato dal suo stesso pensiero. Juliano è prigioniero del suo corpo, ma è ancora capace di immaginare i movimenti necessari a calciare un pallone. Tale immaginazione viene captata sotto forma di onde elettroencefalografiche e trasformata in comandi digitali destinati al suo device elettronico. E non è finita qui: Juliano, infatti, sempre a causa della sua lesione al midollo spinale, ha perso ogni tipo di sensibilità da metà torace in giù. Proprio per questo, il suo esoscheletro è dotato di una “pelle” artificiale, che rileva sensazioni quali il movimento degli arti o il contatto dei piedi al suolo e gliele restituisce sotto forma di vibrazioni agli arti superiori. In questo modo, associando il movimento delle gambe con la vibrazione sulle braccia, Juliano riceve un feedback tattile e propriocettivo che con il tempo riesce ad inganna