Uno su mille ce la fa!


Gianni Morandi
Il mitico Gianni Morandi

Uno su mille ce la fa!”, così cantava Gianni Morandi nel 1985, non pensando forse di anticipare quello che sarebbe stato il concorso in Magistratura.


Tale prova è considerata oggi in Italia come il concorso pubblico più arduo, a cui non solo si richiede una lunga e difficile preparazione, ma anche la tenacia di resistere a 4 estenuanti prove ed alla numerosissima concorrenza.

Se prendiamo ad esempio i concorsi che si sono svolti nel 2018 e nel 2019, possiamo notare come per 320 posti nel 2018 e 330 posti nel 2019, si sono presentati alle prove scritte, rispettivamente, 5696 e 6682 partecipanti.


Partiamo però dall’inizio: quali sono i requisiti necessari a “tentare” il concorso in Magistratura?


Innanzitutto si deve essere cittadini italiani e bisogna aver conseguito la laurea in Giurisprudenza. Tuttavia essa da sola non basta.

Un neolaureato in giurisprudenza che decide di intraprendere la carriera di Magistrato avrà a disposizione 4 strade per raggiungere il più in fretta possibile il concorso:


- Dottorato di ricerca in materie giuridiche (3 anni)

- Diploma di specializzazione per le professioni legali (2 anni)

- Tirocinio nell'Avvocatura di Stato o negli uffici giudiziari (18 mesi)

- Condurre la pratica forense e superare l'esame di avvocato (18 mesi più l’esame di Stato)


Al termine di una di queste vie si avrà accesso al vero e proprio concorso. Le prove, come sopra accennato, sono quattro:


- Prima prova scritta di diritto civile (8 ore)

- Seconda prova scritta di diritto penale (8 ore)

- Terza prova scritta di diritto amministrativo (8 ore)


Chi avrà superato le prove scritte, sarà ammesso all’ultima prova: la prova orale.

La prova verterà su (quasi) tutte le materie studiate nei cinque anni di Giurisprudenza, concludendosi con un colloquio in lingua (a scelta tra inglese, francese, spagnolo, tedesco).

Superato il concorso, i “vincitori” dovranno poi sostenere un tirocinio di 18 mesi presso una Corte d’Appello, al termine del quale saranno valutati da una commissione che deciderà se il candidato sarà o meno idoneo alla carriera di Magistrato.

E voi, sarete così coraggiosi da provare questa strada?

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