WE HAVE SAME RIGHTS

Autore: #Antonio Ceruso


Nel sistema di common law vige una regola centrale, ossia quella del precedente vincolante per la quale la sentenza emanata da un giudice di grado superiore vincola tutti i giudici di grado inferiore chiamati a conformarsi a quanto statuito nel merito. Nel mondo americano molte sono state le sentenze che hanno rappresentato pietre miliari del diritto: Marbury c. Madison sul rapporto tra costituzione e legge ordinaria, oppure United States c. Nixon sullo scandalo Watergate. Anche l’anno 2020 sarà ricordato per l’uso del precedente vincolante per la storica sentenza della Corte Suprema Americana del 16/06/2020, nel caso Bostock c. Clayton Country in tema di licenziamento dei gay e degli omosessuali: “An employer who fires an individual merely for being gay or transgender defies the law”.

Per la prima volta nella storia americana anche la giurisprudenza della più importante autorità giudiziaria sentenziava che il licenziamento del lavoratore per motivi legati alla inclinazione sessuale fosse espressamente contraria alla Costituzione americana e che da tale data ogni licenziamento per motivi sessuali sarebbe stato illegittimo. Una pronuncia destinata a riempire le pagine della storia americana.


1) Il caso Bostock per la tutela dei diritti del lavoratore transgender


L’attuale decisione del supremo organo giudicante è frutto di due ricorsi proposti separatamente da tre cittadini americani che erano stati sottoposti a licenziamento a causa delle loro inclinazioni sessuali. Infatti tra i poteri della Corte Suprema Americana vi è in particolare quella di riunire ricorsi e procedimenti separati quando si tratta di questioni simili od omogenee, dalle quali possa derivare un medesimo principio di diritto risolutivo per tutti i casi di merito presentati all’organo americano.

Nel primo ricorso il Sig. Gerald Bostock era stato illegittimamente estromesso da un programma governativo dello Stato della Georgia a favore dei bambini svantaggiati e disabili a seguito della sua iscrizione ad una lega gay di football americano. Nel secondo caso il Sig. Donald Zarda istruttore di skydiving era stato licenziato dalla società sportiva di cui era membro a seguito di una rimostranza presentata da un cliente che non aveva gradito l’essere assistita da un istruttore omosessuale quando il Sig. Zarda aveva riferito dei suoi orientamenti solo per tranquillizzarla. Nel secondo ricorso la Sig.ra Aimee Stephens, scomparsa nelle more del giudizio, era stata licenziata dalla sua società di pompe funebri dopo essersi rifiutata di vestire l’uniforme della società ma di continuare ad indossare abiti femminili

Tutte le questioni presentati dai ricorrenti ruotavano sulla contestazione del Title VII del Civil Rights Act del 1964, in quanto a loro giudizio le norme in materia di diritti civili si sarebbero dovute estendere per analogia anche a coloro che avevano un orientamento sessuale differente da quello ordinario e senza alcuna discriminazione verso le persone omosessuali e transgender.


2) L’interpretazione e la soluzione della Corte


Il Civil Right Act costituisce la legge che dichiarò illegali le disparità di registrazioni nelle elezioni e le segregazioni raziali nelle scuole, sul posto di lavoro e nelle strutture pubbliche. Tramite questo provvedimento non potevano essere ammessa alcuna forma di discriminazione nelle strutture pubbliche, nel governo ed in materia di occupazione, avviando un processo di “desegregazione” approvati definitivamente nel 1965. Tra le sue disposizione, il Titolo VII prevede: “To enforce the constitutional right to vote, to confer jurisdiction upon the district courts of the United States to provide injunctive relief against discrimination in public accommodations, to authorize the attorney General to institute suits to protect constitutional rights in public facilities and public education, to extend the Commission on Civil Rights, to prevent discrimination in federally assisted programs, to establish a Commission on Equal Employment Opportunity, and for other purposes”.

Partendo dal concetto di “Sex” i giudici della Corte Suprema affermano che in prima battuta questo concetto vada in teso in senso da connaturare una differenza biologica-vitale tra uomo e donna. Poi la Corte Suprema nel caso Bostock ha integrato questo termine e ha statuito che il Titolo VII contiene anche un divieto di discriminazione a causa del sesso ossia che nessun lavoratore, solo perché ha una inclinazione naturale a comportarsi come appartenente alla categoria opposta alla sua, deve subire un licenziamento. Scrive il giudice Grouch: “Un datore di lavoro che licenzia un individuo perché è omosessuale o transgender licenzia quella persona per tratti o azioni che non avrebbe messo in discussione in membri di un altro sesso. Risulta impossibile discriminare una persona perché omosessuale o transgender senza discriminare quell’individuo sulla base del sesso. Tutti noi abbiamo gli stessi diritti”.


3) Le conseguenze sul sistema politico-lavorativo americano


La decisione della Suprema Corte ha avuto un impatto immediato sul mondo americano fin dalle prime ore dalla sua pronuncia. Le grandi aziende ed holding americane da Walt Disney a Xerox, da Bank of America a Bloomberg hanno espresso il loro apprezzamento per la decisione perché licenziamenti legati al sesso avrebbero comportato effetti negativi sull’occupazione, la produttività e l’intera economia statunitense

Il Presidente americano Donald Trump, la cui posizione è sempre stata apertamente contraria ad omosessuali e transgender, ha manifestato le sue perplessità per questa scelta ma ne ha accettato le conseguenze. Ma forse in realtà questa sentenza rappresenta per la politica filo-razziale un duro colpo in quanto pone un freno alle politiche di discriminazione che erano state avviate in molti settori quali ad esempio la sanità e le forze armate

Per la società americana nella sua interezza, come ha detto Biden, rappresenta una nuova pietra dell’edificio della civiltà. Dopo aver ottenuto il riconoscimento dei matrimoni gay nel 2015, omosessuali e transgender hanno ora diritto alle stesse condizioni sul posto di lavoro, senza il pericolo di alcun ingiustificato licenziamento. L’immagine delle bandiere arcobaleno che sventolano per le strade americane ed il sorriso delle persone nelle piazze è il segno che un altro grande traguardo è stato raggiunto per attuare la Costituzione americana e la tutela dei diritti civili

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