"Ingannare" la fame


mela e metro sartoriale
Ingannare la fame

Quante volte abbiamo letto o sentito parlare di trucchi per ingannare la fame?

Ma soprattutto, quando è che la fame è diventata qualcosa da ingannare e perché?


L’uomo, come tutti gli animali, è dotato di un controllo interno che fa sì che ci nutriamo nell’esatta misura di cui necessitiamo: sono i meccanismi di fame e sazietà. È possibile riscontrare chiaramente questo fatto nei bambini piccoli: chi se ne prende cura non deve decidere quanto mangiare,


Crescendo, vari fattori fanno spesso sì che ci si allontani dal controllo interno, che ci permette di dare al corpo esattamente ciò di cui ha bisogno. La fame inizia a essere interpretata come qualcosa di ingannevole, come fosse il corpo che cerca di fregarci per portarci lontano dal benessere. Perdiamo fiducia nei segnali che ci manda e quindi cercare di ignorarli sembra la soluzione migliore. Il nostro organismo è in realtà più intelligente di quello che crediamo, motivo per cui tentare di ingannarlo risulta solitamente inutile e controproducente, a lungo termine. I tentativi di ingannare la fame, infatti, fanno spesso si che essa si ripresenti successivamente con un’intensità tale da rendere difficile mangiare solo fino al raggiungimento della sazietà e non oltre, portando spesso ad eccedere.



Ignorare costantemente i segnali che il corpo ci manda peggiorerà sempre di più la nostra capacità di ascoltarli, aumentando anche la probabilità di abituarsi a mangiare inconsapevolmente in risposta a stimoli diversi dalla fame. Inoltre, nell’ottica di non poterci fidare di esso, crederemo di aver sempre bisogno di una dieta che ci dica cosa e quanto mangiare per poter stare bene.


Per queste ragioni, ciò di cui c’è bisogno non è ingannare la fame, ma tornare a considerarla per ciò che è, ovvero un bisogno reale, e di imparare a soddisfarla nella maniera più adeguata. Per farlo, oltre a delle buone basi di educazione alimentare, è necessario reimparare passo per passo ad ascoltare i segnali di fame e sazietà (con il supporto di un professionista della nutrizione, se serve) e riappropriarsi del controllo interno.

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