I benefici del digiuno, esistono?

È una pratica religiosa antica e per gli ebrei era un modo per fare penitenza, veniva praticato in segno di lutto o al fine di ottenere delle grazie.


La pratica del digiuno religioso e terapeutico
La pratica del digiuno religioso e terapeutico

Per i cristiani, l’astinenza ed il digiuno furono concepiti come strumenti o mezzi che assieme ad una pratica ascetica dovevano rinvigorire lo spirito; nel calendario islamico il nono mese dell’anno che prende il nome di Ramadan è il mese nel quale il mussulmano osserva la pratica del digiuno dall’alba al tramonto.


Il digiuno fu ben presto una forma di protesta nonviolenta con i famosi e tristemente noti scioperi della fame in Irlanda dove prese il nome di Troscad o Cealachanìì ed in India.


Nel mondo occidentale la pratica del digiuno religioso è ormai rara ma è sempre più frequente il ricorso a diete o regimi alimentari per perdere peso quali la dieta mima digiuno o il dinner cancelling, solo per citarne alcune. Ben presto molti personaggi dello spettacolo da Liz Hurley a Jennifer Aniston rendono note al grande pubblico le proprie abitudini alimentari, contribuendo ad una diffusione della percezione terapeutica del digiuno nella cultura di massa.


Nella pratica, le diete che integrano il digiuno come prassi per dimagrire hanno gli stessi risultati, in termini di perdita di peso, delle equivalenti e normali diete ipocaloriche; così come saltare un pasto non fa dimagrire di più se le calorie nell’arco della giornata sono le stesse: assumere 2000 Kcal divise in 5 pasti conducono agli stessi risultati di 2000 Kcal suddivise in 3 pasti. Questo perché nella perdita di peso conta il deficit calorico e non il momento della giornata nel quale assumiamo le calorie.


Il digiuno o il semi digiuno che consista nell’assumere 500-800 kcal per 3-5 giorni oppure un digiuno intermittente, possono portare diversi benefici quali una maggiore attività, anche mentale, un maggior controllo della fame, un incremento della resistenza allo stress nervoso, cardiaco e muscolare, ed in alcuni soggetti un miglioramento della glicemia. Ricordatevi però che per ottenere questi vantaggi, il digiuno deve essere volontario e liberamente scelto, misurato e tollerabile.

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