La carne del futuro è prodotta dall'aria


Il futuro della carne
Il futuro della carne - AirProtein.com
Non è fantasia, è scienza.

La start-up californiana Air Protein, con sede a Berkeley, produce un surrogato sostenibile della carne utilizzando l’aria, o meglio, sfruttando come risorsa la principale causa del riscaldamento globale, l’anidride carbonica. Sembra assurdo, eppure l’idea non è nuova. La NASA, durante gli anni ‘60, aveva pensato di creare cibo dall’anidride carbonica espirata dagli astronauti, eliminando così la CO2 accumulata nelle navicelle e contemporaneamente offrire cibo all’equipaggio. Il progetto della NASA non ha mai visto la luce, ma ora che è stato ripreso dalla società Air Protein, la carne prodotta dall’aria sembra diventare realtà.


Il processo di lavorazione Air Protein, alimentato con energia rinnovabile, è di tipo probiotico: dei batteri idrogenotrofi vengono inseriti in serbatoi di fermentazione, che la fondatrice e CEO Lisa Dyson chiama “fattorie proteiche verticali”, e successivamente nutriti con elementi dell’aria che respiriamo ‒ anidride carbonica, ossigeno e azoto ‒ con acqua e nutrienti minerali. I batteri convertono i nutrienti in aminoacidi, ottenendo come prodotto finale una polvere marroncina con contenuto proteico pari all’80%, facilmente mutabile in numerosissime tipologie di cibo. Tale polvere contiene tutti gli aminoacidi essenziali ed è inoltre presente la vitamina B12, carente in chi segue uno stile di vita vegano.


L’approccio Air Protein utilizza indiscutibilmente meno terra coltivabile e risorse naturali, causa minori emissioni di gas serra e il tempo necessario richiesto per l’ottenimento dei prodotti è esponenzialmente inferiore rispetto a quello richiesto dai tradizionali allevamenti animali.


E’ importante ricordare che il settore zootecnico europeo emette l’equivalente di 502 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, e considerando anche le emissioni indirette ‒ per es. quelle che derivano dalla produzione di mangimi ‒ queste arriverebbero a toccare le 704 milioni di tonnellate di CO2. Una cifra esorbitante che supera le 655,9 tonnellate prodotte dai veicoli circolanti nell’UE.


Siamo pronti a stravolgere la nostra alimentazione per salvare il pianeta?

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