Sashiko: kimono sostenibili?


Nel Paese del Sol Levante sono nati veri e propri marchi fondati da giovani creativi, che hanno trovato terreno fertile anche in Occidente.
Nel Paese del Sol Levante sono nati veri e propri marchi fondati da giovani creativi, che hanno trovato terreno fertile anche in Occidente.


Negli ultimi anni intorno a noi lo sforzo alla transizione verde e verso atteggiamenti sempre più sostenibili nei confronti del pianeta, sono all’ordine del giorno. Le giovani generazioni sono e saranno la forza trainante di questo movimento, ma non si tratta di una tendenza prettamente occidentale. Con la globalizzazione le correnti e le idee attraversano le società in maniera trasversale.


Il settore della moda è stato uno dei primi ad affrontare il cambiamento ed anche in Giappone, terra di tradizione e inimmaginabile progresso si sono avuti cambiamenti importanti in questo senso.


Sono nati progressivamente molti nuovi brand che mirano infatti a dare una nuova vita a tessuti , abiti, vecchi kimono , che altrimenti rimarrebbero negli armadi a prendere polvere rovinandosi immancabilmente.


Uno dei metodi per attuare tutto ciò è stato riportare in auge una tecnica di cucito che, oltre alla riparazione o all’unione di frammenti di stoffa diversi, assunse pian piano una funzione ornamentale, divenendo una delle tecniche di artigianato giapponese più apprezzate.


Nata intorno al diciassettesimo secolo nelle regioni settentrionali del Giappone, a causa della necessità di poter rammendare vesti vecchie o rovinate dalle condizioni di vita, fra le classi più povere nacque il “punto sashiko ” (刺し子). Popolare durante il Periodo Edo (1603-1868), cadde relativamente in disuso durante l'epoca Meiji.


Oggi, nella volontà di riscoprire le radici e le antiche usanze si organizzano anche corsi per imparare questa tecnica di riuso che sfocia nell’espressione artistica con le particolari geometrie che crea.


Nel Paese del Sol Levante sono nati veri e propri marchi fondati da giovani creativi, che hanno trovato terreno fertile anche in Occidente. Fra questi il più famoso è forse “Visvim” nato nel 2001 a Tokyo dall’idea di Hiroki Nakamura, i cui capi sono stati indossati perfino da celebrità come Kanye West.

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