Con un solo Gesto


Temi di perdere il filo imparando una nuova Lingua?

Cosa vi viene in mente con il termine “comunicazione non verbale”? Ne esistono varie forme, ma quella che indagheremo oggi è una delle più affascinanti: la lingua dei segni! In Italia è nota come LIS (Lingua dei Segni Italiana), una lingua esistita per secoli, anche se le prime ricerche a riguardo sono state avviate solo negli anni ’60. La LIS rappresenta la lingua in grado di veicolare i propri significati per mezzo di un sistema codificato di segni delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo ed è utilizzata dalle comunità dei segnanti a cui appartengono in maggior parte persone sorde.


Ma la lingua dei segni è la stessa in tutto il mondo? La risposta è no! Non è una lingua universale perché trova le sue radici nel contesto, nella cultura e nella comunità in cui nasce. Al mondo ne coesistono circa trecento, con tanto di dialetti e varianti regionali, che emergono continuamente in seguito a processi di creazione ex novo. In paesi come lo Sri Lanka e la Tanzania, ogni scuola per non udenti utilizza la propria lingua dei segni, al contrario paesi come Serbia e Croazia o India e Pakistan condividono la stessa.


Non sarebbe più semplice comunicare se ne esistesse solo una? Anche in questo caso la risposta è no, perché le lingue dei segni, come le lingue parlate, si sono sviluppate in modo naturale in gruppi di persone che interagiscono tra loro. Possono anche essere indipendenti dalla lingua parlata del paese: l’American Sign Language (ASL) è molto diversa dalla British Sign Language (BSL), nonostante in entrambi i paesi si parli inglese. Dotate di una propria grammatica e sintassi da rispettare per ottenere una comunicazione efficace, anche i bambini iniziano pian piano ad impararne i gesti “balbettando” ma con le mani, esattamente come accade in ogni lingua.


Detto ciò, esiste comunque un contatto tra la lingua dei segni e quella parlata proprio perché le persone sorde riescono a scrivere e a leggere le labbra con facilità e ad interagire con gli altri grazie al proprio sistema di segni. È proprio il caso di dirlo: “un gesto vale più di mille parole”, non ne è forse la lingua dei segni la conferma?

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