Il DDI al cinema.

Autore: #EmanueleMarchetti


Nel thriller psicologico “Split” di Shyamalan, il protagonista Kevin è affetto dal Disturbo Dissociativo d’Identità (DDI), quadro psicopatologico caratterizzato dalla presenza di più personalità che convivono nella quotidianità di un individuo e, nei casi più gravi, possono anche essere completamente inconsapevoli dell’esistenza delle altre.


Nel film le vicende prendono forma nel momento in cui l’alter dominante perde il potere di controllare gli altri e in preda ad uno stato di confusione mentale rapisce 3 ragazze. Le sventurate, durante il loro incarceramento entreranno in contatto con molte delle ben 24 personalità presenti in Kevin. Tutte hanno un’ossessione in comune: prepararle all’arrivo della 24esima personalità che arriverà per punirle, poiché viste come simboli della società malvagia e spaventosa che lo ha traumatizzato da bambino.


Al di là delle personali opinioni sulla pellicola, questa ci offre una finestra sul mondo psicopatologico dissociativo e sulle sue manifestazioni, proprio perché è la trasposizione cinematografica romanzata del caso di Billy Milligan, un ragazzo americano con ben 24 personalità distinte affetto da DDI, arrestato con l’accusa di aver rapito, violentato e stuprato 3 studentesse nel 1972.


La sintomatologia dissociativa mostrata nel film, viene spiegata in psicodinamica come la conseguenza di un’esposizione prolungata a delle situazioni traumatiche nell’infanzia, in cui i genitori, in questo caso il padre di Milligan, invece di fornire protezione e accudimento al figlio, diventano minacciosi o addirittura abusanti.


Questo tipo di eventi sono incalcolabili per la fragile mente di un bambino e segnano irrimediabilmente la sua capacità di dare un senso alle esperienze di vita, instaurando una sorta di compartimentalizzazione della mente. Tutto ciò per poter limitare i danni e le sofferenze che tali esperienze di abuso possono portare alla sua fragile psiche, mettendo le basi per la creazione di diverse personalità a se stanti, con ricordi, interessi e capacità completamente diverse.


Riuscite ad immaginare la sofferenza che ha portato Milligan a svilupparne ben 24?


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