Inquinamento digitale: l'altro lato della medaglia


Cos’è e come renderlo più green
Cos’è e come renderlo più green

Se internet fosse un paese, sarebbe il sesto paese al mondo per consumo di energia a livello mondiale. Ogni nostra attività in rete, infatti, implica complesse elaborazioni di dati da parte di server e data center che consumano ingenti quantità di energia. Basti pensare che il semplice invio di una e-mail con un allegato consuma quanto una lampadina accesa per una giornata intera, mentre guardare un’ora di video da uno smartphone equivale al consumo annuale di un frigorifero.


Talvolta, se da un lato lo sviluppo tecnologico è in crescita inarrestabile, è necessario considerare anche l’altro lato della medaglia di tale progresso; infatti, va analizzato e supportato anche l’aspetto sostenibile dell’ICT (Information and Communication Technologies). Lo sviluppo di questa rete di collegamenti informatici, a livello planetario, ha permesso di ridurre grandi quantità di emissioni in alcuni settori. Ad esempio, favorendo la riduzione dei consumi carta, mediante alla digitalizzazione di molti servizi, ma anche attraverso la diminuzione degli spostamenti, grazie alla possibilità di riunire persone provenienti da tutto il mondo con un click su Google meet.


Inoltre, Internet e le sue applicazioni possono essere utilizzati come mezzo per generare impatti ambientali e sociali positivi. Pertanto, visto il ruolo fondamentale che internet assume nella nostra quotidianità, esso può avere un enorme impatto sul comportamento dei consumatori sostenendo una maggiore educazione ambientale. Non da ultimo, molte compagnie operanti in rete hanno annunciato il loro impegno ad alimentare i propri server e data center esclusivamente con energie rinnovabili, al momento le più virtuose risultano Apple, Facebook e Google.


Quindi, se da un lato lo sviluppo irrazionale di Internet e l'uso massiccio dei relativi dispositivi portano a un aumento del consumo di energia, una sua applicazione più green potrebbe sicuramente favorire uno sviluppo più sostenibile.


Non pensate anche voi che questo sia proprio il caso di dire: “tieniti stretti gli amici, ma ancora più stretti i nemici?”

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