LA GRANDE TRAPPOLA DELLA LIQUIDITA’

Autore: #LucariniRoberto

La Trappola della Liquidità è un particolare scenario (macro)economico tale per cui ogni politica monetaria implementata risulti completamente inefficace. Come teorizzato da J. M. Keynes, a livelli particolarmente bassi dei tassi di interesse, che usualmente discendono da congiunture economiche particolarmente negative, gli agenti del sistema, tipicamente famiglie ed imprese, risultano estremamente avversi al rischio. Questo comportamento mentale, perfettamente in linea con l’animal spirit che contraddistingue ciascun agente considerato individualmente, provoca danni a livello macro di ingente magnitudo; infatti, i consumatori smetteranno di consumare e le imprese smetteranno di investire in beni strumentali, esplicitando la loro preferenza per la liquidità.


In una siffatta economia, le azioni delle Banche Centrali, tipicamente espletate attraverso manovre monetarie che influenzano la quantità di moneta in circolazione (offerta: M) oppure il livello dei tassi di interesse, non hanno alcun effetto economico o nominale.

Equilibrio generale e mercato della moneta in tempi normali


In tempi normali, l’equilibrio generale sul mercato è dato dall’incontro fra la domanda aggregata (AD) e l’offerta aggregata (AS). Nel punto di intersezione, viene definito un prezzo di equilibrio e una quantità di output di equilibrio (che possiamo considerare alla stregua del PIL).


La domanda aggregata è influenzata dai consumi delle famiglie, dagli investimenti privati delle imprese, dalla spesa pubblica dello Stato e dalla Bilancia commerciale, ossia la differenza fra esportazioni ed importazioni. Altresì, il livello di indebitamento privato degli agenti, le aspettative circa l’inflazione futura (incertezza) e la politica monetaria hanno effetti sull’AD.


L’offerta aggregata, per contro, dipende dalle caratteristiche istituzionali del mercato del lavoro, soprattutto in termini di flessibilità di esso (ossia, più il mercato del lavoro è rigido e maggiori dovranno essere gli incrementi di salario, connessi ad una crescita dell’occupazione), dal grado di competizione nel mercato e dalla produttività delle imprese e, nel lungo periodo, dallo stock di capitale e dalla produttività di esso; nel medio periodo, lo stock di capitale si considera fisso, esogeno. L’incertezza, anche in tale contesto, gioca un ruolo importante.


Senza entrare nel dettaglio, il tasso di interesse influisce in maniera inversa su investimenti privati e Bilancia commerciale, ossia, all’aumentare del tasso di interesse, ceteris paribus, diminuiscono la domanda di investimenti privati e peggiora il saldo della Bilancia commerciale. I due canali di trasmissione evidenziati hanno effetti diretti sulla domanda aggregata, ma nessun contestuale effetto sull’offerta (anche se gli aggiustamenti di medio-lungo periodo per tornare all’equilibrio porteranno ad un movimento di AS).


Constatato che il tasso di interesse ha effetti su AD e, pertanto, su PIL e livello dei prezzi di equilibrio, dobbiamo capire come viene determinato il tasso di interesse di equilibrio, approfondendo il tema del mercato della moneta.


Come ogni mercato, il mercato della moneta individua un equilibrio (in termini di livello dei tassi e quantità di moneta in circolazione) quando domanda ed offerta di moneta si incontrano.


La domanda di moneta (Md) si deve a motivazioni transazionali, ossia si domanda moneta per eseguire delle transazioni, ed a scopo precauzionale, nel caso in cui si voglia detenere moneta per coprirsi da un eventuale rischio di liquidità (rischio di non riuscire a pagare, ad una determinata scadenza, una determinata somma).


L’offerta di moneta (Ms) è decisa dalla Banca Centrale, è un dato esogeno che gli operatori (famiglie, imprese, banche) non possono direttamente influenzare.

Le Banche Centrali (BC), che hanno come obiettivo primario la stabilità dei prezzi (BCE), anche se alcune hanno mandato duale, con target obiettivi anche in termini di occupazione (FED), hanno come strumento la politica monetaria, quantitativa. Queste influenzano quindi la quantità di moneta in circolazione oppure agiscono sui tassi di interesse.


Il tasso di interesse di equilibrio viene influenzato dalla Banca Centrale, in tempi normali, definendo il livello del Tasso di deposito delle banche presso la BC oppure attraverso operazioni di mercato aperto (OMO). Il tasso di deposito è il tasso che le banche ricevono sulle riserve, non obbligatorie, presso la BC; quando il tasso aumenta, le banche sono più incentivate a detenere moneta presso la BC e quindi a prestarne meno all’economia reale (la moneta in circolazione diminuisce). Le OMO, invece, sono operazioni tramite le quali la BC acquista titoli di debito pagando con moneta, pertanto, all’aumentare delle OMO, aumenta la quantità di moneta in circolazione. Poiché prezzo e rendimento dei titoli sono inversamente correlati, l’acquisto di titoli da parte della BC ne fa aumentare il prezzo (aumenta la domanda di titoli) e di conseguenza il rendimento diminuisce (il tasso di interesse diminuisce). Pertanto, è chiaro che quantità di moneta in circolazione e tasso di interesse siano inversamente correlati.


Concludendo, la BC può influenzare il livello dei tassi con la sua politica monetaria; quando aumenta l’offerta di moneta ( si sposta verso destra; M di equilibrio cresce), il tasso di interesse di equilibrio diminuisce, a parità di domanda di moneta. Infine, il livello dei tassi, a sua volta, avrà effetti sulla domanda aggregata e sull’equilibrio generale.



Equilibrio generale e mercato della moneta nella Trappola della Liquidità


Come precedentemente evidenziato, la politica monetaria della BC influenza il livello dei tassi di interesse. In periodi di crisi, le BC tendono ad aumentare la quantità di moneta, mantenendo i tassi bassi, così da facilitare l’accesso al credito per imprese e famiglie, con l’obiettivo ultimo di far ripartire l’economia (far crescere l’output).


L’Europa sperimenta un contesto simile da ormai il 2008, considerando anche la crisi del debito sovrano del 2012; ovviamente, ci sono aree che sono uscite dalla crisi in minor tempo e paesi in cui deve ancora esser superata, senza considerare la potenziale, ma probabile, crisi che scaturirà dall’avvento del COVID-19.


Dal 2008, le BC hanno immesso moneta nel sistema sia con strumenti tradizionali, quali le OMO, sia con manovre eccezionali quali quelle di Quantitative Easing (QE). Il livello dei tassi di interesse, ad oggi, è estremamente basso e lo è, ormai, da un decennio. Un periodo così lungo di tassi pressoché nulli non era mai stato registrato.


Tassi vicino lo zero sono dannosi per un’economia, in quanto non vi è incentivo, per famiglie ed imprese, a spendere ed investire moneta. A prescindere dalle manovre della BC, a prescindere da quanto bassi possono essere i tassi di interesse per prendere a prestito, gli agenti preferiscono detenere moneta: non consumano e non investono. In tale situazione, la domanda di moneta si appiattisce, ossia, a prescindere da quale sia l’offerta di moneta, il tasso di interesse di equilibrio rimane il medesimo. Si viene così a rompere il canale di trasmissione fra la politica monetaria della BC e l’economia reale.


In siffatto contesto, il livello dei tassi di interesse (e quindi la politica monetaria) non hanno alcun effetto sulla domanda aggregata, che quindi diventa indipendente dalle azioni della BC.


L’equilibrio generale risentirà di questa caratteristica della AD, la quale sarà perfettamente verticale, ossia, a prescindere dal livello dei prezzi, data una certa AS, l’output di equilibrio può essere influenzato solo da manovre che influenzino la domanda, ma che non siano politiche monetarie, almeno tradizionali. Altresì, manovre antitrust, politiche del lavoro ed ogni altra manovra che influenza l’AS porterebbero solo ad effetti nominali, ossia variazioni del livello dei prezzi, serve pertanto influenzare l’output (PIL).


Concludendo, La Trappola della Liquidità è particolarmente dannosa in quanto rende molte delle manovre di governi e BC, atte a stimolare una ripresa economica, pressoché inefficaci o neutrali.


A vostro avviso, riuscirà l’Europa ad uscire dal circolo vizioso della Trappola della Liquidità?






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