Ma ve lo immaginate un museo dedicato ai meme?


I meme hanno rivoluzionato le modalità di fruizione dell’opera d’arte, utilizzati dagli stessi musei a scopo didattico e divulgativo.
I meme hanno rivoluzionato le modalità di fruizione dell’opera d’arte, utilizzati dagli stessi musei a scopo didattico e divulgativo.

Li vediamo tutti i giorni scrollando il feed di Instagram, sono creativi, ironici, a tratti autoreferenziali, criptici e non-sense; parlare dei meme come forma d’arte può sembrare un azzardo, eppure negli ultimi anni stanno aumentando le pubblicazioni critiche a riguardo.


Si tratta di un universo in perenne mutamento, nel quale l’appropriazione e la reinterpretazione di foto e opere d’arte sono i mezzi di comunicazione di creatori non professionisti; la disponibilità di un così vasto repertorio di immagini alimenta una creatività amatoriale nata dal pubblico stesso. Chiunque può realizzare un meme, le materie prime sono inesauribili e i social danno la possibilità ai creativi di tutto il mondo di collaborare tra loro.


I meme hanno rivoluzionato le modalità di fruizione dell’opera d’arte, utilizzati dagli stessi musei a scopo didattico e divulgativo: alcune piattaforme tra cui Van Go Yourself si rivolgono al pubblico più giovane mettendo a disposizione una miriade di dipinti con cui l’utente può rielaborare e pubblicare una propria versione dell’opera. In questo modo lo spettatore ripensa il suo ruolo all’interno del museo, abbandona l’atteggiamento reverenziale nei confronti dell’opera e la utilizza come trampolino di lancio per la produzione di nuove immagini.


Osservandoli con occhio critico, i meme non sono solo un passatempo, non a caso alcuni studiosi li definiscono “armi culturali”, nonché il risultato di una reazione di generale collasso dei valori del nostro presente, in cui l’opera d’arte perde la sua importanza e la sua originalità viene costantemente minacciata. Suona familiare? Potrebbe ricordarvi la poetica Dada, la prima avanguardia puramente dissacrante dal forte spirito polemico, celebre per i suoi fotomontaggi, i collages e le appropriazioni di opere di fama internazionale.


Non vi è rassegnazione nella scoperta di un mondo ripetitivo, i meme sono la nuova frontiera dell’arte e fanno della ripetizione il loro punto di forza.


Avevi mai pensato ai meme come prodotti artistici? Allora vi consigliamo come lettura il libro di Memestetica dell'autrice Valentina Tanni.

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