Testimonianza e processo: il poligrafo o macchina della verità

Autore: #AndreaGhiro


il poligrafo

I film di spionaggio ci hanno abituati a vedere utilizzate le ‘macchine della verità’: dispositivi elettronici capaci di stabilire quando e se un testimone mente. Ma è davvero così?


Il poligrafo è un macchinario che misura pressione sanguigna, polso arterioso e respirazione di un soggetto: verificando le alterazioni di questi parametri, si può stabilire se un soggetto mente. Quando si dice il falso, infatti, i parametri in questione generalmente tendono ad aumentare.


Sulla base di questa macchina, insomma, si decide se la testimonianza è attendibile o no. O, almeno, questo è quanto i film ci fanno credere!


Nel corso dei secoli, l’uomo ha sempre cercato un modo per ottenere la ‘verità’: a seconda delle idee dominanti, tortura e giuramento erano i metodi più utilizzati. Ma con l’avanzamento della scienza e della tecnica, sono stati sviluppati nuovi mezzi per ottenere confessioni e testimonianze ‘sincere’. Il poligrafo, l’ipnosi e il siero della verità sono solo alcuni dei metodi proposti.

Ma nella realtà, in Italia, si possono davvero utilizzare questi strumenti?


La risposta è no. Il codice di procedura penale è chiarissimo in merito: l’art. 188 afferma che non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interessata, metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti.


Questo non vuol dire che i testimoni siano liberi di mentire: è infatti richiesto il pronunciamento di una formula solenne in cui il soggetto si impegna a pronunciare tutta la verità e a non nascondere nulla.

Qualora il soggetto venga scoperto a mentire potrà essergli contestato il reato di falsa testimonianza di cui dovrà rispondere in sede penale.


Lo Stato di diritto, infatti, ha deciso di subordinare l’assoluta certezza della testimonianza – anche qualora fosse mai ottenibile tramite gli strumenti tecnologici – alla libertà morale della persona umana.


E tu cosa ne pensi? Sarebbe opportuno utilizzare questi strumenti, magari su consenso del testimone, in nome della verità?

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