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Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici


Fascia olivetata di Oliena (NU).

Il paesaggio rurale è parte integrante del nostro patrimonio culturale di cui costituisce la porzione territorialmente più estesa, ma anche la meno conosciuta nei suoi valori costitutivi.


Il Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici è stato infatti istituito nel 2012 dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con lo scopo di trovare una giusta collocazione al paesaggio rurale ed alle pratiche tradizionali nell’ambito della politica e dello sviluppo rurale.


I paesaggi iscritti nel Registro Nazionale hanno mantenuto le loro caratteristiche e le loro funzioni per secoli o anche millenni (es. vite ad alberello, terrazzamenti) conservando la loro vitalità economica. Purtroppo, il paesaggio rurale non è protetto dagli attuali strumenti di tutela, le aree protette e i vincoli paesaggistici limitano il consumo di suolo ma tutelano soprattutto la conservazione della natura o il suo ritorno sulle aree agricole abbandonate. Nel corso di questo anno è stata approvata la norma che consente il ripristino di paesaggi agricoli abbandonati oggetto di riforestazione senza necessità di autorizzazione paesaggistica. Il Registro Nazionale è l’unico strumento di tutela specifico per il paesaggio rurale esistente in Italia e in Europa, non attraverso l’apposizione di vincoli, ma sostenendo gli agricoltori che usano pratiche agricole tradizionali con le politiche agricole comunitarie. Il Registro Nazionale intende anche mantenere e valorizzare una parte importante dell’identità culturale e dell’immagine del nostro paese nel mondo, che però appare poco valorizzata nelle politiche dei beni culturali.


Dopo l’Italia, Cina e Giappone hanno istituito un simile strumento, che però rimane unico in Europa. Il Registro Nazionale costituisce oggi la lista nazionale di accesso al programma UNESCO e al programma FAO per la protezione del patrimonio agricolo mondiale. Colline del Prosecco (UNESCO), il Soave e la fascia olivata fra trevi ed Assisi (FAO) hanno seguito questo percorso.


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